Serie di 11 episodi che mescola bene elementi drammatici e di introspezione psicologica dei personaggi.
Ma andiamo con ordine: nel primo episodio vengono introdotti i personaggi principali, la giovane Mirai e il suo fratellino Yuuki, che vivono una vita normale in una normale famiglia media nipponica; mentre la prima è un'adolescente insofferente a tutto e tutti (genitori in primis) il secondo, un bambino di 5-6 anni, è di indole giocosa e allegra. Durante le vacanze estive Mirai deve accompagnare, controvoglia, il fratello ad una mostra robotica parecchio distante da casa e una volta arrivati, come si evince dal titolo, un tremendo terremoto di magnitudine 8 della scala Richter (la scala va da 0 a 10) si abbatterà su Tokyo praticamente distruggendola.
Di qui in poi accompagneremo i due fratelli nel difficile ritorno a casa aiutati anche da Mari, giovane vedova, che deve ricongiungersi alla figlia, lasciata alla nonna a parecchi chilometri di distanza.
Il ritorno sarà anche un percorso di crescita per i protagonisti che dovranno fare fronte comune contro le avversità, mettere da parte egoismi e aiutarsi l'un l'altro.
Non mancheranno i colpi di scena ma tutto quello che posso dire per non rovinarvi la visione è di guardare con attenzione!
Cosa mi è rimasto di questo anime alla fine: l'anime è un inno all'operosità, al senso del dovere tipicamente nipponico e di cui evidentemente vanno molto fieri. Nel dipanarsi della storia vi è un certo numero di episodi "edificanti" legati a questo tema anche se non mancano esempi diametralmente opposti.
Cosa non mi è piaciuto: questo lo posso dire solo spoilerando la fine quindi
non leggete se non volete rovinarvi la visione
La tragedia finale si esplica con la morte del giovane Yuuki. E questo ci può stare se non che è il modo che mi ha fatto storcere il naso. Mi spiego: Yuuki è morto a causa di lesioni interne; lui da bravo bambino disciplinato (e mi ricollego al concetto sopra riportato) non fa una piega, non si lamenta e prosegue soffrendo in silenzio fino a morire. E qui la filosofia nipponica va a farsi benedire, direi anzi che è terribile portare a queste estreme conseguenze il concetto di "dovere". E se il fine era quello di educare i giovani giapponesi secondo me hanno sortito l'effetto contrario. E la sorella? Traumatizzata a vita dai sensi di colpa visto che lei, dei due, era quella capricciosa e, diciamo così, poco inquadrata per i canoni della società. Mah...
Realizzazione buona sia per il chara che per i fondali e le animazioni, vi coinvolgerà fino all'inaspettato finale.